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Umanista ed informatico? Si può. Si deve.

Prendi me ad esempio: lavoro come informatico e studio filosofia… C’è un filo conduttore? Ogni tanto me lo chiedo anche io. Certo che c’è. E questo libro può aiutarci a capire come si conciliano i due mondi.

Io, per cavarmi dall’impaccio, di solito rispondo che l’informatica non è altro che un linguaggio, e come tale si può imparare.

Inoltre mi chiedo? È bene lasciare la conoscenza, il controllo, la gestione di un linguaggio rivoluzionario come l’informatica in mano ai tecnici?

Cosa succederebbe se il computer entrasse a far parte delle procedure di ricerca degli umanisti, non solo come mezzo per scrivere e mandare mail?

Lo scambio tra informatica e scienze umane può essere proficuo per entrambe le discipline.

Io credo di si. E penso che ci sia ancora molto lavoro da fare in questo senso.

Di informatica per le scienze umane parla anche, in maniera approfondita, questo blog accademico.

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Altri libri recensiti:

Consumo quindi sono – Bauman

Nelle terre estreme

Collasso. Come le società scelgono di vivere o morire

In un paese bruciato dal sole. L’Australia

Palude

Repertorio del Maschio italiano

Liberi professionisti digitali.

Silvano Agosti – libri

Serge Latouche – La scommessa della decrescita.

Luca de Biase – Economia della Felicità.

Paul Watzlawick – Di Bene In Peggio. Istruzioni per un successo catastrofico.

Duccio Canestrini – Andare a Quel Paese.




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Tags: informatica, libri

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